L’approvazione del regolamento per l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata è un fatto significativo per la città: siamo riusciti a intervenire sull’atto rendendolo, in molte parti, un regolamento innovativo. Viene finalmente definita la prevalenza dell’uso abitativo che oggi il Consiglio sancisce, ma che è frutto di lotte portate avanti, nel tempo, da tanti e tante, perché non c’è utilità sociale più grande di dare una casa a chi non ce l’ha.
Una modalità più trasparente di pubblicazione dei dati, poi, potrà determinare un controllo diffuso più efficace ma anche favorire, in generale, l’attività di ricerca sul campo.
Rincresce moltissimo invece che un percorso lungo più di un anno, svolto insieme a molte associazioni ed esperti, che aveva portato alla definizione della proposta di creazione di un Osservatorio come pratica innovativa di partecipazione, in cui sindacati, enti, associazioni, gestori, potessero confrontarsi con l’Amministrazione sia stato rifiutato dall’Aula. #Palermo, che è la città che ha più beni confiscati in Italia, segno di una storia martoriata, merita di avere un modello innovativo di partecipazione nella vicenda dell’amministrazione dei beni confiscati e continueremo a impegnarci per questo scopo, ritenendo questa scelta dell’Aula una grave occasione persa.
Portiamo a casa i risultati ottenuti, sapendo che perfino le migliori regole sono utili solo se costruiamo ogni giorno una società attiva che partecipi e colga il valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati, per come affermato da una normativa frutto anche del sacrificio di tante e tanti che hanno pagato con la vita le loro battaglie contro tutte le mafie.

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Scritto da:

Katia Orlando

Consigliera Comunale di Palermo con Sinistra Comune